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Roma, questo non è un paese per giovani?

Dopo una giornata intensa, ricca di spunti ed emozioni, gli aspiranti re di Roma sono rimasti in otto, con il solo Tsitsipas – proprio contro Federer – a rappresentare il nuovo che avanza.


Ieri è stata dura. Abbiamo vissuto in un solo giorno due partite, sette match point a favore e due contro, quindici palle break concesse di cui dodici salvate, quattordici palle break a favore di cui cinque trasformate. La seconda partita era persa, è ancora misterioso e ignoto come abbia fatto a portarla a casa.

L’appannamento di Roger, evidente fin dall’inizio, si è tradotto in una specie di senso di rassegnazione che è durato fino a metà del secondo set, quando il colpo del ko da parte del croato sembrava nell’aria. Invece dal nulla – grazie anche a qualche discontinua magia – è arrivato il break della speranza, ma le cose sono rimaste complicate.

Nel terzo set Coric non ha mollato, ha continuato con il suo tennis di spinta, molto regolare, e il Re ha sofferto le pene dell’inferno. Il tie break è nato male e proseguito peggio, insomma sembrava una di quelle giornate no. Invece, come si dice, mai sottovalutare il cuore di un campione. Roger la porta a casa con il carattere, con le unghie e con i denti.

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Federer durante il match di esordio contro Sousa

Adesso siamo forse più stanchi di lui, ma ci attende un’altra giornata di passione. Con Tsitsipas sarà durissima. Molto dipenderà dal primo set, dall’approccio, da chi avrà ricaricato meglio le pile. Il greco ha sudato di meno, però ha pur sempre giocato due partite, ed entrambe contro idoli di casa (molto diversi fra loro, ma ugualmente sostenuti dal pubblico azzurro). È innegabile che a vent’anni il recupero fisico sia più veloce, però si è visto più volte come i next gen facciano un po’ fatica a trovare continuità nel gioco e nella gestione delle energie mentali, il che viene fuori soprattutto negli slam, ma anche in altre situazioni estenuanti.

Allargando lo sguardo agli altri aspiranti re di Roma, vediamo solo volti noti, più volte dati per morti e più volte risorti. Il quarto di finale più giovane è quello tra Nishikori e Schwartzman, due under trenta che frequentano il circuito da parecchio tempo.

Le altre sfide, Rafa-Verdasco e Nole-Del Potro, sembrano segnate, con i due favoriti che ieri si sono mostrati in grande spolvero, asfaltando senza pietà i rispettivi doppi avversari, ma la tempra e il fascino degli sfidanti obbligano a sperare quantomeno in un minimo di resistenza.

Stiamo a vedere, di sicuro non mancheranno le emozioni.

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