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Paganini: “Federer sul rosso entusiasta come un bambino”

In un recente intervista a Blick lo storico preparatore atletico di Federer, Pierre Paganini, ha parlato della preparazione che il Maestro svizzero sta eseguendo per essere pronto a fare il suo rientro sulla terra rossa, dove manca ormai da Roma 2016.


Sono solo una manciata i giorni che ormai ci separano dal rientro di Re Roger sulla terra battuta del Masters 1000 di Madrid, superficie dalla quale manca da quasi tre anni. L’attesa, come sempre quando si tratta del più grande giocatore della storia, è alle stelle e molti sono i punti interrogativi all’alba di questo ritorno sul rosso del Maestro.

Negli scorsi giorni, il suo storico preparatore atletico Pierre Paganini ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Blick, in cui ha elogiato lo spirito di Federer e le sue qualità umane e professionali.

Il 6-7 aprile abbiamo iniziato ad allenarci tra Zurigo e i Grigioni – ha iniziato a raccontare Paganini -. In questa fase è importante che Roger giochi più a tennis, e che abbia tanta forza. Ma sono importanti anche la resistenza, l’agilità e l’esplosività. Purtroppo non abbiamo tempo di allenare tutto questo visto che Madrid arriva presto. Deve anche avere un numero sufficiente di giornate di riposo per recuperare e prepararsi ai prossimi allenamenti.”

Lo sappiamo tutti, Roger in questa fase della sua carriera dedica giustamente molto del suo tempo alla famiglia. E i risultati gli danno ragione.

Bisogna adeguarsi e Roger, padre di quattro figli, è un esempio in questo. È una preparazione diversa rispetto a quella per la stagione su erba o cemento, perché sulla terra non gioca da tanto tempo. Dobbiamo prestare un’attenzione maggiore anche perché Roger ha un numero enorme di allenamenti alle spalle. Per fortuna ha in Dani Troxler un buon fisioterapista“.

Ma vediamo come Paganini ha risposto ad alcune precise domande che gli sono state poste a proposito dello stato di salute Roger.

Possono già essere tracciate delle conclusioni?

È troppo presto per dirlo. Lo sapremo solo quando arriveranno i primi risultati. Ma siamo partiti bene, è bello vedere l’entusiasmo di Roger sulla terra. Come un bambino in attesa della prima gita scolastica. Questa adrenalina ha un grande impatto sulla qualità dell’allenamento.
Ma questo succede sempre e non ora solo perché torna a giocare sul rosso. Ecco perché sono convinto che possa ottenere grandi risultati su qualsiasi superficie. Va ad ogni torneo come se fosse il primo e l’ultimo


Il rischio di lesioni sulla terra è maggiore?

Fondamentalmente no. Ogni superficie ha le sue insidie. Sulla terra, quadricipiti e adduttori vengono particolarmente sollecitati, sull’erba la zona lombare e le articolazioni del piede e del ginocchio mentre sul cemento l’anca. Questo è il tennis. Ogni corpo ha i propri punti di forza e le proprie debolezze in base alle superfici. Certi infortuni non possono essere evitati, ma penso che possiamo prevenire molto con un allenamento personalizzato

Il corpo di Federer è in pericolo sulla terra?

Raramente è stato infortunato nel corso della sua carriera e in linea di principio non più spesso su una certa superficie piuttosto che l’altra. Deve essere reattivo e avere i riflessi pronti. Fortunatamente, questa è una delle qualità più sottovalutate di Roger. La sua adattabilità è affascinante. Se inserisco una variante in allenamento, troverà il modo per fare bene nel giro di pochi minuti. È intelligente e molto più strategico di quanto si possa pensare. Il suo modo di giocare è molto spontaneo, ma c’è sempre tanto ragionamento dietro. Quando gioca Roger siamo tutti felici e allo stesso tempo nervosi affinché tutto vada bene. Noi che lavoriamo con lui, sappiamo anche cosa succede dietro le quinte. Capiamo subito se è in una giornata super o difficile. E ci comportiamo di conseguenza

Da cosa si capisce che Roger è in una giornata no?

Ho il privilegio di conoscerlo da quando aveva 14 anni e di lavorare con lui da 19 anni – puoi avvertire certe cose e capire molto già vedendo i suoi occhi.
Ma lui non evita il dialogo. Dà informazioni molto professionali. Si trova a suo agio nel parlare e lo vedo spesso rilasciare interviste dopo gli allenamenti sul campo da tennis anche se è molto stanco. Poi passa alla parte atletico e non è più stanco. Ciò significa che trae anche energia dalle conversazioni. Questo è uno dei motivi per cui la sua carriera dura da così tanto tempo: prende qualcosa di positivo da ogni situazione

L’attesa sta per finire, mettiamoci comodi per goderci lo spettacolo.


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