Uniqlo vs Nike: facciamo un po’ di chiarezza

Niente genera più clamore a Wimbledon di Roger Federer che inaugura il Centre Court da campione uscente. Tranne Federer che inaugura il Centre Court da campione uscente, vestito a sorpresa dal suo nuovo sponsor giapponese.


La notizia era nell’aria da un po’ di tempo. Già durante il Roland Garros, infatti, ricordo che si stava parlando di alcuni rumors legati ad un possibile cambio di marchio e dell’eventualità che il nuovo brand fosse proprio quell’Uniqlo tanto inviso ai tifosi di Roger a causa della precedente relazione col “nemico” Djokovic.

La notizia non venne confermata da Roger, che però non fece neppure mistero del fatto che il contratto con Nike fosse in effetti scaduto a marzo.

Ho sempre pensato che con Nike si sarebbe trovato un accordo, ma poi quando ho capito che non erano convinti al 100% ho iniziato a guardare in giro.

In effetti sembra che Nike – a cui Roger era legato dal 1994, con cifre che si aggiravano intorno ai 10 milioni annui – non fosse così entusiasta di continuare il rapporto ed abbia offerto “soltanto” 20 milioni di dollari per un ulteriore anno, sperando forse di tenerlo legato grazie alla proprietà del famoso marchio RF. E già, perché il logo impresso sui cappellini e sulle magliette di mezzo mondo, al momento è ancora di proprietà di Nike.

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Il logo RF al momento è di Nike – ha confermato Roger in conferenza – ma ad un certo punto tornerà a me. Spero più in fretta del previsto. La Nike potrà essere gentile e collaborativa nel processo di transizione. La buona notizia è che non è loro per sempre, sono le mie iniziali, prima o poi le riavrò.”

Quindi lo spavento iniziale dei tifosi è scongiurato, anche se le tempistiche per portare il logo sulle magliette giapponesi non sono ancora chiare. Dalle parole di Roger mi è sembrata trasparire un po’ di seccatura in quel “potrà essere gentile e collaborativa…”, ma c’è comunque da dire che il rapporto con l’azienda americana non è tranciato del tutto, ci sono ancora in gioco le scarpe, che Uniqlo non produce.

Non ho ancora un accordo per le scarpe. Sto ancora aspettando di capire quali indosserò in futuro, per ora userò le Nike. Loro hanno mostrato interesse nello stipulare un contratto. Tutto è ancora aperto, è molto eccitante.”

Come mai un gigante del calibro di Nike abbia deciso di farsi soffiare, dopo 24 anni, quello che a tutti gli effetti è uno dei più grandi sportivi della storia, non ci è dato di sapere. Alcuni siti riportano addirittura che il titolo in borsa abbia perso il 3% non appena si sia diffusa la notizia.  Forse gli americani non erano convinti della longevità di Re Roger, che però sta sempre più trascendendo i confini del tennis diventando un’icona mondiale dello sport a 360 gradi.

È questo quello che invece sembrano aver capito molto bene i giapponesi di Uniqlo che, con il loro contratto stellare da 30 milioni di dollari all’anno per 10 anni (300 milioni sono tanti anche per uno come Roger), si sono invece garantiti la possibilità di usare l’immagine del Maestro e di renderlo ambasciatore del marchio anche nel triste giorno in cui smetterà di giocare.

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Uniqlo non è un brand sportivo ma di fast fashion (come dicono quelli esperti) per il tempo libero, ovvero più una cosa come H&M o Zara, e non ha nemmeno una vera e propria linea di abbigliamento tecnico dedicato. Ma è proprio questo il punto. Avere Federer come testimonial, anche fuori dal campo di gioco, che ne garantisca la notorietà pure nei mercati non asiatici è la chiave di volta di tutto il processo.

Ma non solo.

Federer… Uniqlo… Giappone… Tokyo… 2020… Olimpiadi…!

Se uniamo i puntini, non sembra più una coincidenza che Roger abbia scelto un marchio giapponese, no? A questo punto possiamo pensare che Federer voglia davvero arrivare alle prossime Olimpiadi da protagonista. E pensate a quale risonanza mondiale per tutto il mercato asiatico (e non) potrebbe avere un’operazione del genere, con Roger testimonial d’eccezione vestito da un marchio giapponese.

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Il lato negativo, per ora, è che non ci sarà la possibilità per i fan di sua Maestà di poter acquistare i suoi completi. O almeno così sarà fino ad inizio 2019. Già, perché a quanto pare l’azienda non ha fatto in tempo ad organizzarsi e mettere giù la produzione di massa. Intanto, il primo negozio italiano è previsto aprire a Milano ad inizio 2019, e chissà se per quel momento ci sarà anche la sezione dedicata al Maestro, magari già con il logo RF ricamato.

Nel frattempo, non perdiamoci in chiacchiere e godiamoci le gesta di Roger con qualsiasi abito scenda in campo.

L’importante è che lo faccia.

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