Roger Federer l’Immortale: raggiunge le 30 finali Slam

Roger passeggia ancora una volta sopra il suo avversario di turno, lo distrugge sul piano mentale ancora prima che su quello fisico e vola verso la finale Slam numero 30 in carriera. Il giovane Chung, dopo essere stato preso a pallate, sul 6-1 5-2 si deve arrendere ai dolori. Ma ci ricordiamo che quest’uomo fra circa 6 mesi compirà 37 primavere?


Un’altra lezione di tennis è andata in onda in diretta e in mondovisione dalla Rod Laver Arena di Melbourne.

La tanto attesa semifinale tra Federer e Chung doveva essere uno scontro generazionale, una contrapposizione di stili, una battaglia tra la stella nascente, in grado di eliminare sia Zvereve che Djokovic, ed il migliore giocatore di tutti i tempi. Ma non è stato niente di tutto ciò.

Roger è parso troppo centrato, troppo attento al suo gioco per potersi fare impensierire. Il Re ha saputo sin da subito cosa fare per disinnescare il tennis difensivo del giovane coreano, proponendogli ad ogni scambio una palla diversa: slice corti di rovescio, anticipi in risposta, controbalzi e discese a rete in controtempo che hanno costantemente tolto il ritmo ad un Chung che non ha mai capito come potersi organizzare per ribattere ai colpi dello svizzero.

E così, in 33 minuti, il Maestro ha portato a casa un primo set parso poco più che un allenamento: 33 punti a 20, 14 vincenti, 4 ace.

Niente è sembra cambiare nemmeno nel secondo set, con Federer che vola subito 4-1 in meno di un quarto d’ora. Roger ha ormai il pilota automatico. Chung invece non pare essere al meglio, ed infatti di lì a poco sarà costretto al ritiro a causa di alcune vesciche ad un piede.

Per la prima volta nella storia del tennis, una semifinale Slam viene vinta da un giocatore quasi 15 anni più vecchio del suo avversario.

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Il rovescio di Federer in azione contro Chung (foto: Australian Open)

Purtroppo vincere per ritiro lascia sempre un po’ di amaro in bocca, ma da quanto abbiamo visto, anche un Chung in forma non avrebbe potuto fare niente contro Roger, così vario e centrato. Il Re ha semplicemente troppe variazioni nel suo repertorio, troppe alternative al gioco monocorde del suo avversario.

So quanto possa essere difficile giocare con le vesciche”, ha detto Roger al microfono di Jim Courier a fine partita. “Chung ha fatto un torneo incredibile, gli va dato merito. In futuro lo vedremo certamente tra i top 10, ma non voglio mettergli pressione. Certo sarebbe stato meglio se l’incontro si fosse concluso regolarmente, ma è normale che si cerchi di vincere il più rapidamente possibile, quindi sono contento di essere in finale. Gli auguro un pronto recupero”. E quando Courier gli ha chiesto se 12 mesi fa avrebbe mai pensato di trovarsi ad un passo dal ventesimo Slam, Roger ha risposto: “Avrei detto ‘Bello scherzo, Jim!’ No davvero, non l’avrei mai pensato. Erano diversi anni che non riuscivo più a vincere un major, mi sarebbe bastato vincerne ancora soltanto uno”.

E invece, domenica mattina saremo tutti davanti allo schermo per assistere all’ennesimo episodio della saga tennistica più grande di sempre. Roger alla ricerca del 20esimo trofeo del Grande Slam.

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Roger saluta il pubblico dopo la vittoria (foto: Australian Open)

Sarà la finale major numero 30: 7 Australian Open, 5 Roland Garros, 11 Wimbledon e 7 US Open. Sembra difficile anche solo pronunciarlo. Solo per darvi un’idea, Nadal è fermo a 23 e Djokovic a 21. Tutti gli altri, tra cui Lendl (19) e Sampras (18), sono ancora più lontani.

Roger arriva in finale senza aver ancora perso un set. Come a Wimbledon lo scorso anno. E proprio come allora, dall’altro lato della rete ci sarà ancora Marin Cilic.

Il croato non sarà avversario da sottovalutare. “In semifinale a New York nel 2014 mi ha distrutto, è un gran giocatore, domenica sarà al massimo” ha ricordato Roger. “Mi piace la sua attitudine, è un vero professionista, sul campo è un vincente e si percepisce. A volte affronto giocatori che sembrano soltanto felici di essere lì di fronte. Non Marin”.

La chiave del match sarà sicuramente il servizio, da entrambi i lati. Roger non si è mai fatto intimidire dai grandi battitori, anzi. Dovrà rimanere calmo e concentrato sui suoi turni di battuta e sfruttare ogni occasione che Marin gli lascerà in risposta. Sicuramente Federer cercherà di accorciare gli scambi per non dargli ritmo. Una buona tattica sarà giocare lo slice basso di rovescio per far scendere Cilic dalla sua altezza e non dargli la possibilità di esplodere i potenti colpi da fondo.

I record sono stati riscritti.

I limiti sono stati superati per l’ennesima volta.

L’incredibile è ad un passo. L’impossibile è fattibile.

Ma ci ricordiamo che ad agosto quest’uomo compirà 37 anni?

La Leggenda continua…

#ThereIsNoFinishLine

#BEL1EVE

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