La lunga attesa è finita. E se…

I 6000 spettatori di Perth hanno potuto assistere di persona a quello che tutto il mondo del tennis sta aspettando da tempo: il ritorno del Re. E non è qui per rimanere poco.


Il momento sta arrivando.

Quasi 6 mesi sono passati da quella sera del 26 luglio in cui Roger diede il triste annuncio al mondo. 156 giorni, durante i quali il tennis è sembrato svuotato della sua essenza, reso monotono e prevedibile da interpreti sempre uguali a se stessi.

Quella sera in tanti hanno pensato che fosse tutto finito, che quello fosse solo il preambolo del ritiro. Ma così non è stato. Per fortuna.

E ora siamo qui, in trepidante attesa del suo rientro, per cogliere un gesto, una magia.

E basta una sessione live su Periscope per radunare mezzo milione di spettatori, oppure la scelta (di Federer) di lasciare le porte aperte sul campo centrale di Perth per farne correre più di 6000, neanche fosse una finale.

Quello di questi giorni è un Federer “fresco e ringiovanito”, che mostra la voglia di fare e di tornare a giocare di un ventenne. Non lo vedo come il mio ultimo giro in Australia. Sono molto positivo, mi sono preso una lunga pausa per poter giocare ancora due o tre anni, non solo altri sei mesi o quasi. La mia mente è impostata per il lungo periodo” , ha ribadito ancora una volta. “Sono contento di come mi sento ora e anche gli allenamenti stanno andando bene”.

È un Roger che, messo alle spalle un periodo difficile, si diverte e vuole fare divertire il suo pubblico. “Queste ultime sei settimane di allenamento sono state molto dure, mi hanno messo alla prova, ma sono sempre rimasto ottimista e mi sono divertito. Ho sempre avuto un grande team vicino a me, ma è anche grazie a tutti i fan che le cose sono sembrate meno dolorose”, ha detto Roger ai 6000 tifosi dopo la sessione di ieri.

La prima partita ufficiale è in programma per lunedì 2 gennaio e vedrà il Re scendere in campo contro il britannico Evans, ma per capire davvero come sta dovremo attendere l’inizio degli Australian Open.

Come lui stesso ha ammesso, questo stop di sei mesi è stato “utile e necessario al corpo e alla mente più di quanto potesse immaginare”.

Che non tutti i mali siano venuti per nuocere dunque? E se questa pausa che tutti noi abbiamo maledetto si rivelasse in realtà una manna?

Vi immaginate cosa succederebbe se…

No, non ci voglio neanche pensare.

BEL18VE

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