La principale differenza tra Federer e Djokovic

Il rischio dei dominatori è sempre stato quello di trovarsi di fronte alla routine e alla noia. Anche per Roger Federer è stato così durante gli anni della sua incontrastata superiorità. Ma il Maestro basilese ha sempre saputo come rinnovarsi. Grazie alla sua intelligenza e all’amore per questo sport.


Djokovic negli ultimi anni è stato il dominatore del circuito ATP, come lo è stato prima di lui Roger Federer. Quest’anno il serbo ha raggiunto le 12 vittorie Slam e, recentemente, ha interrotto a 122 la striscia di settimane consecutive da numero uno del ranking. Molto lontano dalle 237 del Re.

Non sappiamo se mai potrà raggiungere il record di Federer di 302 settimane totali in cima alla classifica mondiale o i 17 Slam (noi ci auguriamo di no), ma per ora Djokovic sembra passare attraverso la prima crisi della sua carriera – come ammesso da lui stesso – a causa di problemi motivazionali. Dopo la tanto inseguita vittoria al Roland Garros, che lo ha portato alla conquista del Career Grand Slam, il serbo ha infatti ammesso di aver gradualmente perso la gioia di giocare a tennis. È questo il più grande veleno del successo.

Facciamo un salto indietro di qualche anno: Roger Federer ha conquistato 11 dei suoi 17 titoli del Grande Slam negli anni tra il 2004 e il 2007 (Djokovic 7 titoli del Grande Slam tra il 2013 e il 2016). Nel 2006 e nel 2007 solo Rafa Nadal riuscì ad impedire allo svizzero di completare il Grande Slam, tutte e due le volte in finale a Parigi.

Federer è stato il numero 1 indiscusso nel tennis mondiale. Quando qualche anno fa si guardava un suo match, normalmente si poteva capire in anticipo come sarebbe finita. Stagioni come il 2006 o il 2007 difficilmente possono essere ripetute con facilità. E così sono arrivate annate più magre – o anni di transizione, come Federer li ha chiamati – come ad esempio il 2008 o il 2011. Ma il 40 volte semifinalista slam è riuscito tutte le volte a rimettersi di nuovo in pista. Grazie alla sua tenacia, alla sua lungimirante pianificazione della carriera, con la sua dedizione al lavoro e, non da ultimo, grazie al suo amore per il tennis.

Il basilese si è reinventato più volte. Ha cambiato allenatore (Lundgren, Roche, Annacone, Edberg, Ljubicic) rimanendo però ancorato ad alcuni pilastri (Lüthi e Paganini), si è inventato nuovi colpi e modi di giocare come la SABR. Sembra che Roger abbia sempre preso le decisioni giuste. Lui è sempre stato disposto a subordinare tutto al tennis. Per lui non c’è mai stata una crisi di motivazioni, differenza fondamentale rispetto a quanto dicevamo di Djokovic.

C’è sempre un momento lungo la strada dove non tutto fila liscio. Sempre. Piccole cose possono fare la differenza: una sciocchezza o una questione privata qui e là. E, non ultimo, la fame di vittorie.

Roger ha sottolineato in ogni fase della sua carriera, che il tennis gli procurava – e tutt’ora gli procura – gioia e divertimento. Anche se le cose non sempre possono andare come uno vorrebbe. Oggi ha 35 anni e si allena con la costanza e la forza di un 25enne per tornare l’anno prossimo più forte di prima.

Non deve più dimostrare niente, ma i suoi fan lo aspettano. E lui non li può deludere.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. walter costarelli ha detto:

    Caro il mio blogger preferito, ti posso dare io la risposta più evidente a questo sottile quesito….
    La principale differenza tra Djokovic e Federer è che … il primo ha una faccia da PIRLA con manifeste espressioni da EBETE…..
    mentre il secondo è un FIGO incontrastato con intelligenza e personalità superiori alla media.
    Semplice no?
    Evvai Rogerrrrrrrr !!!!!

    Mi piace

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