Lo US Open non sarà lo stesso senza Federer

Per la prima volta in questo secolo, Federer non sarà presente agli US Open. L’ultima volta che lo svizzero non partecipò al torneo era il 1999.


Lo sport professionistico, per sua natura, è in fase di transizione costante. Con i giocatori che ora raggiungono il picco della loro potenza intorno ai 25-30 anni, il tennis sperimenta un considerevole turnover. “È come quei tapis roulant negli aeroporti”, ha detto Brad Gilbert all’inizio di questa settimana da Winston-Salem, North Carolina, dove ha commentato le partite per la ESPN. “Una volta scesi, continua a muoversi. I tornei continuano ad arrivare.”

Roger Federer e Rafael Nadal insieme hanno vinto almeno un titolo del Grande Slam per una dozzina di anni consecutivi, dal 2003 al 2014. Anche se quella striscia si è conclusa l’anno scorso, il 2016 sembra essere qualcosa di molto simile ad un cambiamento di rotta per quanto riguarda il circuito maschile.

New York, in particolare, offrirà un’atmosfera completamente diversa. Per la prima volta in questo secolo, Federer non sarà presente agli US Open. Il cinque volte campione sarà presumibilmente a casa sua, in Svizzera, circondato dalla moglie e dai quattro figli, impegnato con gli esercizi di riabilitazione e con un occhio già al prossimo anno.

“Sto cercando di concentrarmi sul rientro, sul tornare a essere sano e rimanere motivato”, Federer ha detto ai giornalisti all’inizio di questa settimana mentre era a New York per la presentazione della Laver Cup. “Non faccio fatica ad andare in palestra o dal fisioterapista a fare i miei esercizi. Io rimango molto ottimista, ma in un certo senso è doloroso essere qui, ed è stato difficile guardare le Olimpiadi e non giocare”, ha aggiunto.

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Gilbert, che ha allenato Andre Agassi, Andy Roddick, Andy Murray e Kei Nishikori, è diventato professionista nel 1982 e ha giocato fino al 1995. In 35 anni ha visto molte generazioni di atleti.

“Flushing Meadows – ha riconosciuto Gilbert – sarà diverso. Federer ha già saltato Toronto, Cincinnati e Rio ma, per i fan meno assidui, la sua mancanza sarà molto più evidente agli US Open. In un certo senso però, questa sua assenza aiuterà tutti ad apprezzare meglio ciò che Roger ha fatto per il tennis in questi anni.”

“Ci sarà senza dubbio un’energia differente” ha dichiarato Justin Gimelstob, che sarà a New York come analista per Tennis Channel. “La sua aura e la sua presenza mancheranno molto. Ma gli US Open sono sempre gli US Open. Ci sono un sacco di storie interessanti là fuori.”

Senza contare il fatto che anche gli altri senatori del circuito non stanno passando degli ottimi momenti.

Rafa Nadal, ora trentenne, è ancora alle prese coi fastidi al polso sinistro che lo hanno costretto al ritiro dal Roland Garros e con il recupero delle energie del dopo Olimpiadi. Questa sarà solo la seconda apparizione a New York negli ultimi quattro anni. Novak Djokovic, sebbene risulti sempre il favorito alla vittoria finale, dopo aver perso al primo turno a Rio da uno straordinario Juan Martin del Potro, ha deciso di saltare anche Cincinnati adducendo come motivazione un “ricorrente infortunio al polso sinistro” che pare stia dando ancora qualche fastidio al serbo. Andy Murray sembrava essere il più serio candidato alla conquista del titolo fino alla settimana scorsa, quando è stato spazzato via in finale a Cincinnati dal redivivo Marin Cilic. Che sia proprio lui in grado di ripetere la sorpresa di due anni fa?

Negli ultimi anni il tennis maschile – almeno per quanto riguarda le primissime posizioni – è stato straordinariamente stabile. Da quando Marat Safin vinse l’Australian Open nel 2005, Federer, Nadal, Djokovic e Murray hanno vinto 42 dei 46 Slam disputati.

Federer non vince uno Slam da Wimbledon 2012, ma guardando avanti si vede ancora come un giocatore importante.

“Ho preso la decisione di stare fuori molto tempo perché voglio ancora giocare per qualche anno”, ha dichiarato Federer. “Altrimenti avrei detto: chi se ne importa. Mi limiterò a giocare in qualche modo e fa niente anche se non sono in forma, a questo punto. Mi limiterò a giochicchiare fino alla fine della mia carriera.”

“Ma ci tengo talmente tanto a giocare e alla mia salute che continuo a credere che qualcosa sia ancora possibile per me nel mio cammino nel tennis.”

 

Articolo tratto da ESPN.com – US Open won’t be the same without Roger Federer – Greg Garber

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3 pensieri riguardo “Lo US Open non sarà lo stesso senza Federer

    1. Stan ha già dimostrato più volte di poter battere chiunque. Purtroppo al momento non sta attraversando uno dei suoi migliori momenti di forma, ma visto anche il tabellone sarà sicuramente da tenere d’occhio. Sarebbe bello vederlo vincere a NY.

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      1. Vero. E non va dimenticato che nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di lui né alla vigilia degli AO 2014, né prima del RG 2015. Da un paio d’anni Stan ci ha abituati a vivere due settimane magiche, e nel 2016 ancora non lo ha fatto. Chissà che non trovi improvvisamente la condizione proprio a NY? 😉

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